"IMAGINATION CAMP"

 

La logica vi porterà da A a B. L’immaginazione vi porterà dappertutto.
(Albert Einstein)

“Da anni sentiamo parlare di "tempo di crisi". Dovremmo parlare piuttosto di "crisi del tempo", cioè di crisi del rapporto col tempo. Un rapporto che nella nostra modernità è caratterizzata da tre fattori: accelerazione, atomizzazione e produttività. L’accelerazione del ritmo della vita è constatazione quotidiana. "Non ho tempo", ripetiamo spesso. Ma quando non c’è più spazio per il tempo, anche lo spazio non è più vissuto né goduto. Diventa luogo di transito. Il mondo intero lo vediamo in TV lo visitiamo in poche ore di aereo. E noi non abbiamo il tempo per goderne.
Corriamo da un presente all’altro, non conosciamo più soglie e passaggi, intervalli e pause, attese e sedimentazioni.

La tecnologia crea una simultaneità e una prossimità costanti, rendendo tutto disponibile qui e ora. Così vi sono solo due stati: il niente e il presente. Ma per l’essere temporale che è l’uomo, la frammentazione dei processi di conoscenza crea la disintegrazione delle identità personali. La produttività ribadisce il carattere quantitativo dell’esperienza, accelera il lavoro, rende frenetica la vita disordinata, ansiosa.

Siamo disorientati. Per orientarsi occorre fermarsi e scrutare l’orizzonte, guardarsi intorno; occorrono tempo e quiete. Questa distorsione del rapporto col tempo si manifesta nell’imperativo del consumo che è l’esatto contrario della contemplazione.
Nella società dei consumi si disimpara ad attardarsi, a sostare, a contemplare e contemplarsi.

Uno stato contemplativo presuppone degli oggetti che durino. Solo con il coraggio di soffermarsi sulle cose possiamo scoprirne la durata, possiamo fare l’esperienza dello stupore. Solo con un atteggiamento contemplativo verso il mondo, le cose, possiamo accogliere la loro bellezza. Inoltre, nella società della prestazione che esige persone sempre all’altezza di performances alte soprattutto nel lavoro, nella società che produce scarti, che esige si sia sempre all’altezza dei rapporti sociali, può insorgere facilmente la sensazione di non farcela, sicché fa capolino la tentazione di fuggire da sé stessi, di scomparire.
Il consumo rende il mondo non autosufficiente. Il presente è diventato egemonico.

Dove, allora, cercare il futuro? Forse non è così lontano da noi. C’è un futuro che è a portata di mano solo se si osa l’avventura della vita interiore, della conoscenza di sé e, dunque, all’educazione, del primato accordato ai valori umani. Occorre riscoprire due dimensioni: l’otium e l’immaginazione. L’otium, cioè un rapporto amicale con il tempo. E osare immaginazione e creatività. La parola "negotium", cioè occupazione è l’attività, il fare, ma esso è negazione del lavoro più degno che è l’attività spirituale. L’ozio, nel senso dell’antico, non è il padre dei vizi ma della creatività, del rapporto intenso con sé e con la realtà. Non è pigrizia. Così inteso non è spreco del tempo, ma è l’uso sensato del tempo. L’otium è attività personale, intellettuale, contemplativa. Non è pigrizia ma costruzione del saldo fondamento su cui si può reggere una vita.
"Otium" significa trovare e abitare il tempo. E ricordarsi che c’è una fecondità legata al non lavoro, al non fare, come nella parabola evangelica del seme che spunta da solo e cresce, matura e porta frutto, grazie al tempo del fare ma anche a quello del non fare (Mc 26-29). C’è poi l’immaginazione. Essa fa parte dalla realtà ma combina in forme nuove elementi dell’esperienza dandone una nuova configurazione che è mentale. I prodotti dell’immaginazione, una volta che hanno preso forma, rientrano nella realtà con una nuova forza attiva e trasformante la realtà stessa. L’immaginazione crede al futuro, essa pensa, ipotizza, da forma almeno mentale a ciò che non c’è ancora. Il "non ancora" è proprio dell’immaginazione. Anche nel momento in cui è immaginato non può, comincia ad acquistare diritto e possibilità di esistenza. Comincia ad entrare nel mondo abitando il posto più importante, la mente dell’uomo. L’uomo ha mosso il primo passo sulla luna il 21 luglio 1969. Sarebbe stato possibile questo evento se l’immaginazione umana non lo avesse già immaginato da tanti secoli? Con l’immaginazione umana ha potuto abituarsi pian piano a che l’impossibile divenisse possibile. L’immaginazione è profetica, prepara e crea il futuro.
La creatività, infine, è un atteggiamento esistenziale, una modalità di rapportarsi al mondo. Essa consiste nella capacità di vedere e rispondere. La creatività implica la capacità di stupore, di concentrazione, l’originalità, il fatto, cioè di essere veramente soggetto dei propri atti e idee. L’accettazione dei conflitti, in definitiva, è la disposizione della persona a nascere ogni giorno a sé stessa. Così che, nell’adesione al presente, la creatività inventa il futuro”

Spiega così Don Toni Zanette la problematica che viviamo ogni giorno.

I genitori “non hanno tempo” e i Ragazzi trovano nei social e nell’uso scorretto e pericoloso del telefonino qualcuno che “li ascolta e regala tempo”.

I cortili non esistono più, la scuola offre pochissimo tempo di ricreazione e la quantità a volte spropositata di compiti e la comprensività moderna di far fare svariate attività extrascolastiche non permette loro di godere di momenti ove possano sperimentare il senso, i diritti e gli obblighi presenti nelle dinamiche delle relazioni umane. Il mondo moderno ha portato piano piano all’alienazione, al scappare da sé stessi, a non saper condividere e o confrontarsi con gli altri. Tutto si vive dietro uno schermo.

I Ragazzi hanno panico di annoiarsi, di non sapere cosa fare, di mettersi in gioco! Ma questo ha un perché ed è la mancanza di tempo a livello qualitativo che tante volte ricevono dal loro nucleo familiare ove tutti corrono perché così lo impone la modernità.

È il momento di soffermarsi, di abbinare ciò che era con ciò che è e questa è intelligenza emotiva, questo è il concetto di salute emotiva.

Imagination Camp ha l’obiettivo di far conoscere ai Ragazzi l’importanza del “non saper che fare” per poter immaginare, creare, gioire nel vedere che dentro ognuno di noi c’è un meraviglioso mondo da scoprire e che sognare e fantasticare sono il primo passo per iniziare a fare!